La storia dello Shaolin Ch'üan
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Il Tempio di Shaolin

Lo Shaolin Szu, o "Tempio della Giovane Foresta", venne eretto verso la fine del quinto secolo d.C. sulle pendici del monte Sung, nella provincia di Honan. In quel periodo, caratterizzato da frammentazione e decadenza politica e da invasioni barbariche, si risvegliò il fervore religioso con una straordinaria diffusione del Buddismo.

Durante il regno dell'imperatore buddista Wu Ti, della dinastia Liang della Cina del Sud, arrivò al tempio di Shaolin il famoso monaco buddista Bodhidarma, noto anche con il nome cinese Ta Mo, e con quello giapponese di Daruma, ventottesimo patriarca del Buddismo e fondatore della scuola Ch'an.

Il Buddismo Ch'an (Zen in giapponese) è molto legato alle Arti Marziali e le ha influenzate profondamente sia in Cina che in Giappone, tant'è vero che lo Shaolin Ch'üan si sviluppò in un tempio del Buddismo Ch'an e che lo Zen considerata da sempre la filosofia dei Samurai.

La parola Ch'an, che deriva dal sanscrito Dhyama, significa meditazione; quest'ultima, infatti, è la via di realizzazione per giungere all'illuminazione.

Bodhidarma (Ta Mo)
A lui si attribuisce la paternità dello Shaolin

In quest'ottica Bodhidarma insegnò ai suoi monaci un insieme di esercizi fisici e di respirazione destinati a ridar vigore ai monaci provati dalle lunghe meditazioni ed a facilitare il conseguimento dell'unità di spirito e corpo. Questi esercizi derivano probabilmente da tecniche Yoga e furono in seguito descritti in due trattati:

A Bodhidarma viene anche attribuita una serie di esercizi denominati Sho Pa Lo Han Shou, che significa "Le 18 mani (tecniche) dei discepoli di Buddha"; essi vengono considerati delle vere e proprie tecniche di combattimento e si crede che siano l'origine dello Shaolin Ch'üan. Gli storici moderni escludono tuttavia che Bodhidarma abbia insegnato ai suoi discepoli delle tecniche di combattimento e anzi ne mettono in discussione addirittura l'esistenza.

Comunque è certo che durante il sesto secolo d.C. i monaci del tempio di Shaolin iniziarono la pratica di tecniche marziali, poiché nel secolo successivo avevano già fama di essere invincibili.

Verso la fine del sesto secolo la Cina venne unificata sotto la dinastia Sui, seguita da quella dei T'ang, che durò fino al 907 d.C., e portò in tre secoli il paese ad un livello di splendore mai conosciuto. Anche le Arti Marziali trovano in questo periodo il loro momento di massimo sviluppo e moltissime sono le gesta eroiche di monaci che giustificano la fama che il tempio di Shaolin si guadagnò. È probabilmente in questo periodo che vennero create le prime forme morbide di Shaolin, denominate Mien Ch'üan e Jou Ch'üan (rispettivamente Pugno di cotone e Pugilato morbido), che daranno origine agli stili interni.

Nel 907 la dinastia T'ang crollò, ed in seguito ad un periodo di confusione e disordini politici prese il potere la dinastia Sung (960-279). Grazie all'opera di famosi maestri la diffusione ed il perfezionamento delle tecniche marziali continuò. A questo periodo si fa, ad esempio, risalire il T'ai Tzu Ch'ang Ch'üan (Boxe lunga di T'ai Tzu), dal nome di un imperatore Sung che la inventò. Si noti che il termine Ch'ang Ch'üan è ancor oggi utilizzato come sinonimo di Shaolin, sebbene anticamente denotasse anche una forma di T'ai Chi Chüan. Un altro Maestro, dal nome Chen Hsi I, fondò il Liu Ho Ch'üan, cioè Pugilato delle 6 combinazioni, che prende il nome da 6 relazioni fondamentali comuni a molti stili:

  1. Mano e piede
  2. Gomito e ginocchio
  3. Spalla e anca
  4. Tecnica e pensiero
  5. Pensiero e Ch'i
  6. Ch'i e forza

Yueh Fei
Generale vissuto durante la dinastia Sung (XII sec. d.C.).

Un altro grande maestro vissuto durante questa dinastia fu il generale Yüeh Fei, eroe cinese che inventò per i suoi soldati il Pa Tuan Chin, che consiste in 8 esercizi di ginnastica che ancora oggi vengono eseguiti dai praticanti di Arti Marziali.

Durante la dinastia Ming (1368-1644) un famoso monaco di nome Pai Chin Tou mise a punto il Mei Hua Ch'üan, o pugilato del fiore di prugno; esso è caratterizzato da movimenti continui e circolari, da una tecnica dinamica e mai interrotta, ed è praticato ancora oggi in Cina. Un altro stile ancor oggi praticato e creato probabilmente in questo periodo è il Pa Chi Ch'üan, o Pugilato delle 8 direzioni, ad opera di un maestro sconosciuto.

Nel sedicesimo secolo, poi, il monaco Chueh Yuan riordinò lo Shaolin in 72 tecniche fondamentali; essendo però poco soddisfatto del lavoro girò la Cina in lungo e in largo alla ricerca di maestri che fossero in grado di perfezionare il sistema di tecniche. Incontrò i maestri Li Sou e Pai Yu Feng e li convinse, secondo la leggenda, a seguirlo nel Tempio; lì misero a punto un nuovo esercizio, il Wu Hsing Ch'üan, o pugilato delle 5 forme, ispirato alle movenze di 5 animali: la tigre, il leopardo, la gru, il drago e il serpente.

Nel 1640 scoppiò una rivolta, Pechino fu conquistata dagli insorti e l'ultimo imperatore Ming si impiccò. Un suo generale chiese allora aiuto alle tribù mancesi, che dopo aver domato la rivolta misero sul trono un loro imperatore, dando origine all'ultima dinastia dell'impero cinese: la dinastia manciù Ch'ing (1644-1911). Subito ebbe inizio una disperata resistenza agli invasori da parte dei patrioti cinesi, tra cui si distinsero i monaci Shaolin, che davano asilo politico ai rifugiati e non perdevano occasione per battersi contro i loro nemici. A seguito di un'epica battaglia, però, il millenario tempio di Shaolin venne conquistato ed incendiato da parte dell'esercito manciù.



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