Le origini della Medicina Tradizionale Cinese si fondono con quelle del Kung Fu.
Vogliamo ricordare che, proprio perché "cosa fatta bene", il Kung Fu è innanzitutto gioia di vivere, armonia, stare bene con se stessi e con gli altri, è educazione e cultura per stare in salute fisica e mentale (nella medicina tradizionale cinese corpo e mente non sono considerati entità distinte bensì un insieme in cui le parti si influenzano vicendevolmente).
Il Kung Fu classico della Cina del Nord è, oltre che un'Arte Marziale, anche un metodo, un percorso di medicina preventiva . Le conoscenze su cui si fonda si sono sviluppate tanto nei periodi di pace quanto in quelli di guerra lungo la storia dell'evoluzione del Kung Fu. La caratteristica principale del Kung Fu è questa sua continua evoluzione, data dalla costante ricerca della perfezione. È un grande laboratorio di ricerca della salute e della longevità.
Longevità non intesa come possibilità di prolungamento della
sopravvivenza fisica, ma come "l'essere qui ed ora", il vivere intensamente
e con serenità la propria vita, sentendosi in pace con se stessi e con gli altri.
Tutto questo si può raggiungere con una vita equilibrata, con la continua pratica
del Kung Fu (con il corpo, con la mente e con lo spirito), con una corretta
alimentazione, con corretti stili di vita e di comportamento.
La raffinatezza delle tecniche, l'armonia del movimento non hanno motivi estetici fini a sé stessi, ma traggono origine dallo studio dell'equilibrio interno, dall'armonia interiore che si riflette di conseguenza sul corpo, esteriormente.
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I dodici organi |
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È importante anzitutto comprendere che anche se la medicina tradizionale cinese
non utilizza una teoria anatomica paragonabile a quella occidentale ciò non
significa che non sia scientifica. Essa è infatti basata su una multimillenaria
esperienza di osservazioni cliniche.Se pungendo un determinato punto il medico
notava una reazione in una diversa zona del corpo, ne deduceva che le due parti
dovevano essere necessariamente connesse, malgrado non si potesse osservare
alcun legame diretto fra le due. In tal modo è nata la teoria dei meridiani
ossia dei canali energetici entro cui fluisce il Ch'i.
Anche il concetto di "organo" nella medicina cinese è radicalmente diverso da quello della medicina occidentale. La più saliente caratteristica consiste nel fatto che i cinesi non danno importanza alla reale struttura fisica degli organi. Questi sono considerati dei complessi funzionali più che delle strutture anatomiche. Il medico tradizionale cinese non è interessato quindi all'organo di per sé, ma alle sue funzioni, alle sue relazioni con le altre parti del corpo, con il Ch'i, con il sangue e così via. Per esempio la milza in occidente è definita dalla sua struttura fisica, in Cina dalle sue funzioni, che sono basate esclusivamente su osservazioni cliniche e non su ricerche anatomiche. Anche se il nome di molti organi coincide nelle due medicine, alcuni di essi, come per esempio il pancreas, non sono riconosciuti dalla medicina cinese che, viceversa, ne considera uno (il triplice focolare) non identificato dalla medicina occidentale perché privo di un preciso substrato anatomico.
È molto importante inoltre comprendere che nel pensiero
cinese non esiste una netta distinzione fra materia ed energia.
Ching, l'essenza, può infatti indicare sia dei fluidi circolanti nel corpo
umano, sia una forma di energia vitale analoga a quella che noi chiamiamo energia
sessuale. E analogamente il Ch'i può essere sia l'aria respirata sia
l'energia interna. Noi chiamiamo "sangue" il liquido rosso che scorre
nelle vene e nelle arterie, ma per i medici cinesi questo è solo una parte del
concetto di sangue, in quanto esso non viene considerato unicamente una sostanza,
ma anche una forma di energia e di attività corporea.
Per quanto detto nell'introduzione dovrebbe risultare chiaro che il Ch'i, come il sangue o gli organi, deve venir percepito funzionalmente, per quello che fa, per come agisce e non per quello che è. È quindi inutile cercare di comprendere la natura del Ch'i, ma è importante capire come il Ch'i funziona.
Secondo la medicina tradizionale cinese il Ch'i, circolando nel corpo, ha cinque funzioni principali:
Queste cinque funzioni del Ch'i si manifestano nei diversi tipi di Ch'i che sono descritti nella letteratura medica cinese. I principali di essi sono i seguenti:
Perché la medicina cinese distingue dei tipi di Ch'i aventi sostanzialmente la stessa natura? Semplicemente perché diversi sono il tipo di circolazione (fuori o dentro i meridiani) e le funzioni specifiche (nutritiva, protettiva ecc.).
Il Ch'i scorre in determinati canali energetici (Ching) che in occidente sono stati chiamati "meridiani" per analogia con le omonime linee immaginarie del globo terrestre. I meridiani sono infatti dei veri e propri percorsi invisibili e non corrispondono al tragitto anatomico di nervi o vasi sanguigni. La rete dei meridiani si chiama Ching Luo. "Ching" letteralmente vuol dire "attraversare", ma significa anche "il filo in un tessuto"; questo termine indica di solito i meridiani più importanti. La parola "Luo" ha invece significato di "connessione" oppure di "canale" e viene utilizzata per indicare i canali minori. "Ching Luo" letteralmente può essere inteso come "cammino a rete".
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I dodici meridiani regolari |
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Malgrado i meridiani siano invisibili essi sono dotati di realtà fisica e secondo la medicina tradizionale cinese anche il sangue scorre in essi insieme con il Ch'i. È importante notare che sangue e Ch'i sono legati da un rapporto di mutua dipendenza. Il Ch'i è "la guida" del sangue perché lo fa muovere e circolare nei meridiani, il sangue invece è "la madre" del Ch'i perché trasporta il nutrimento e l'umidità necessari alla forza del Ch'i. Osserviamo che nei testi classici di T'ai Chi Ch'üan si fa più di una volta riferimento alla contemporanea circolazione del sangue e del Ch'i.
Se in certi punti lungo i canali la circolazione del Ch'i viene alterata o bloccata il corpo si ammala o muore. I trattamenti di agopuntura o di pressione con le dita servono a rimuovere questi blocchi e a ristabilire un flusso regolare di Ch'i riequilibrando così le disarmonie dell'organismo. Il sistema dei meridiani unifica tutte le parti del corpo e crea dei collegamenti fra la parte interna del nostro organismo e quella esterna. Se pertanto operiamo (tramite agopuntura, pressione con le dita o altri sistemi) su dei punti situati sulla superficie del corpo possiamo influenzare ciò che avviene all'interno.
Il sistema dei canali energetici è composto di dodici meridiani regolari, di otto meridiani supplementari e di numerosi meridiani minori. I dodici meridiani regolari corrispondono ai dodici organi fondamentali della medicina tradizionale cinese. Il Ch'i vi scorre ininterrotto sempre nello stesso senso, andando successivamente da un organo Yang a un organo Yin.
Sei di tali meridiani sono considerati Yang, in quanto
servono organi Yang, la cui funzione principale è quella di ricevere il cibo,
assorbirne le parti utilizzabili (che dovranno poi essere trasformate nelle
sostanze fondamentali) ed eliminare lo scarto.
Gli altri sei meridiani vengono invece considerati Yin, perché servono
organi Yin, la cui funzione è quella di produrre, trasformare, regolare e accumulare
le sostanze fondamentali (Ch'i, Ching, sangue, fluidi ecc.).
I sei meridiani Yang sono i seguenti:
I sei meridiani Yin sono invece:
I meridiani hanno simmetria bilaterale. Per la descrizione esatta del percorso seguito dai meridiani rimandiamo tuttavia il lettore a un buon testo di agopuntura. È interessante notare che la disarmonia di un meridiano può essere causata sia da un disturbo che si produce lungo il meridiano stesso sia da una disarmonia dell'organo a esso connesso. Per esempio, poiché il meridiano del fegato attraversa anche l'inguine, un dolore all'inguine può derivare da una disarmonia del fegato oppure del suo meridiano.
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Meridiani passanti per il viso |
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Esistono svariate centinaia di punti localizzati sui dodici meridiani regolari che vengono utilizzati dagli agopuntori. Tali punti sono sempre localizzati in minuscole depressioni della superficie cutanea e per questo motivo vengono chiamati "cavità" o Tien Hsüeh (letteralmente "punto cavo").
Tradizionalmente 108 di essi sono usati per scopi marziali (pressioni e colpi sui punti vitali). Nei corsi avanzati di T'ai Chi Ch'üan gli allievi devono apprendere a localizzare con estrema precisione questi punti vitali, a premerli oppure colpirli nella maniera giusta e a conoscere l'effetto che il colpo o la pressione può provocare.
Gli otto meridiani supplementari (Mai oppure Mo) sono stati chiamati "straordinari" o "strani" perché formano un sistema a parte e le loro funzioni non sono state ancora perfettamente comprese. I primi due (Tu Mai e Ren Mai) comunicano fra di loro, ma sono indipendenti da tutti gli altri e possiedono punti propri. I rimanenti sei non hanno invece cavità proprie, ma le prendono dai meridiani principali nei punti di intersezione.
Mentre i dodici meridiani principali si possono paragonare a dei fiumi che distribuiscono il Ch'i ai vari organi del corpo, i meridiani supplementari hanno soprattutto lo scopo di immagazzinare un quantitativo sufficiente di Ch'i e di regolarne la circolazione in quelli principali. Essi hanno in pratica quindi la funzione di serbatoi e di regolatori dell'energia interna.
Gli otto meridiani supplementari e specialmente i primi due (Tu Mai e Ren Mai), interessano in modo particolare i praticanti di meditazione e di T'ai Chi Ch'üan perché è soprattutto lungo di essi che il Ch'i viene accumulato e fatto scorrere con la forza del pensiero. Per questo tali meridiani sono stati anche denominati gli "otto canali psichici". Osserviamo anche che secondo gli antichi testi taoisti il Ch'i prenatale circola solo in questi canali. Sempre secondo i taoisti, nell'uomo comune i meridiani supplementari sono in un certo qual modo bloccati, ed è possibile aprirli completamente solo tramite pratiche particolari (T'ai Chi Ch'üan, Ch'i Kung, meditazione).
Determinati punti di questi canali, i cosiddetti "centri
psichici", sono particolarmente importanti per la meditazione perché
la mente deve concentrarsi su di essi per facilitare il fluire del Ch'i
e acquisire la consapevolezza di tale flusso. Alcuni di questi punti intervengono
anche nel processo di trasformazione delle energie interiori. Gli otto meridiani
supplementari sono i seguenti:
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Il meridiano Tu Mai |
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Il meridiano Ren Mai |
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Osserviamo che vi sono delle discordanze sul percorso seguito da alcuni meridiani supplementari, in particolare fra i testi taoisti e quelli di agopuntura. Le più rilevanti di esse sono state comunque messe in evidenza.
Nella meditazione, e anche nel T'ai Chi Ch'üan, Ren Mai e Tu Mai sono da considerare particolarmente perché lungo di essi avviene il più importante "lavoro interiore" (Nei Kung) . In tale lavoro bisogna fra l'altro:
Talvolta il Ch'i circolante nel corpo umano viene suddiviso nei due tipi seguenti:
Un eccesso di Ch'i del fuoco sbilancia lo stato del corpo, rende più difficile la concentrazione e facilita il sorgere delle emozioni. È possibile ovviare a ciò bilanciando opportunamente il Ch'i del fuoco con quello dell'acqua che per così dire raffredda il primo.
La miscelazione fra i due tipi di Ch'i ha luogo nel Tan T'ien inferiore. Secondo alcune scuole di Ch'i Kung, il Ch'i risultante dalla miscelazione può essere fatto circolare non solo nel canale di controllo (Tu Mai) e in quello di funzione (Ren Mai), ma anche nel canale penetrante (Ch'ung Mai). Esso può allora penetrare nel midollo osseo della spina dorsale salendo direttamente fino al cervello e stimolando molto più attivamente Shen, l'energia mentale. La suddivisione fra Ch'i del fuoco e Ch'i dell'acqua è concettualmente identica a quella fra Ch'i postnatale e Ch'i prenatale. Le denominazioni di acqua e fuoco sono tuttavia utili per meglio comprendere glie effetti e le funzioni dei due Ch'i.
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Maestro Chang Dsu Yao |
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Possiamo considerare gli aspetti preventivi (conservazione della salute) e terapeutici (cure delle affezioni) del T'ai Chi Ch'üan secondo due prospettive: quella della scienza medica occidentale e quella della medicina tradizionale.
Il T'ai Chi Ch'üan, visto secondo un'ottica occidentale, è un esercizio classificabile tra le cosiddette "ginnastiche dolci". La sua pratica non impegna in modo stressante né la struttura osteo-muscolare né la funzione cardiorespiratoria, può anzi aiutare a migliorare entrambe.
L’esercizio fondamentale del T’ai Chi Ch’üan può essere praticato - dopo l’adolescenza - a qualsiasi età da chiunque, poiché è adattabile alle possibilità ed esigenze di ogni singolo individuo. Non sono richieste particolari doti fisiche purché lo studio avvenga sotto la guida di istruttori qualificati e competenti.
Oltre che in Oriente, anche in alcuni paesi occidentali esistono inoltre dei centri in cui il T'ai Chi Ch'üan viene utilizzato a scopi terapeutici per la cura di svariate affezioni. In particolare, in molte delle patologie etichettate dalla corrente nosografica come "funzionali" o "psicosomatiche", si ritiene possa essere quantomeno un valido supporto di altre metodiche terapeutiche.
Secondo la visione tradizionale cinese, lo stato di un individuo è caratterizzato da:
Uno degli scopi più importanti che può essere raggiunto attraverso la pratica costante del T'ai Chi Ch'üan è proprio lo sviluppo e potenziamento dell'energia interna e una sua corretta circolazione, il che garantisce o ripristina un buon funzionamento globale dell'organismo e l'armonia fra mente e corpo, concetti essenziali per poter parlare di "salute". Questo risultato viene ottenuto grazie alla sintesi di almeno tre elementi, indispensabili alla corretta pratica del T'ai Chi Ch'üan:
La concentrazione permette di "pulire" la mente dall'afflusso continuo e caotico di informazioni che ingombrano spesso del tutto disordinatamente la nostra vita quotidiana e mette il praticante in uno stato di quiete e di rilassamento interiore ed esteriore. In uno stato avanzato della pratica si può parlare di vera e propria "meditazione in movimento".
La fluidità di esecuzione e l'abbinamento fra movimenti corporei e respirazione ha fini molteplici. Per esempio, aiuta il praticante a rendersi conto delle posture scorrette, spesso legate a contratture e blocchi, consentendo di eliminare le tensioni muscolari (corpo) e quelle emozionali sottostanti (psiche). Attraverso la pratica si può arrivare a comprendere meglio il proprio modo di essere e a interagire alle sollecitazioni esterne. Il prendere coscienza, fino a una consapevolezza vera di sé e della propria unità psicofisica, il graduale superamento di ostacoli e "limiti", conduce a una tranquillità superiore, a maggior fiducia e anche a un maggior coraggio nell'affrontare se stessi e il mondo.
L'elasticità fisica, che deriva dall'esercizio quotidiano, si traduce spesso con il tempo, per chi pratica con costanza, in una altrettanto superiore elasticità sul piano psichico. Infine una respirazione regolare, profonda e ritmata, oltre al fatto di contribuire all'eliminazione delle tensioni, agisce come una specie di "massaggio" fisiologico a beneficio degli organi interni.
Il Maestro Chang Dsu Yao era solito ripetere che la stessa pratica marziale del T'ai Chi Ch'üan non è per nulla disgiunta dall'aspetto legato alla salute. Si può ricordare, per fare un esempio, l'utilizzo della pressione su punti corporei corrispondenti ad alcuni dei cosiddetti "punti vitali" (Tien Hsüeh) sovrapponibili ai punti di agopuntura. La percussione (fisica o energetica) di queste sedi è in grado di provocare danni che vanno dal semplice dolore alla morte. Una stimolazione adeguata e controllata di alcuni di questi punti nel corso delle applicazioni marziali può invece essere utile nel favorire e migliorare la circolazione dell'energia vitale.
In conclusione si può affermare che il T'ai Chi Ch'üan,
da un punto di vista medico, è un ottimo metodo per prevenire le malattie
conservando e potenziando la propria salute ed è anche uno strumento di cura.
Tutto ciò è vero soprattutto se associato a regole di igiene di vita imprescindibili,
ma che non è possibile trattare in questa sede, che mai dovrebbero essere trascurate
da chiunque tenga a quel prezioso equilibrio psicofisico che denominiamo "buona
salute".
2001 © Scuola del Maestro Chang Dsu
Yao